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Confronto tra gli Amboni
di
S. Stefano Cugnoli e S. Maria del Lago Moscufo

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I due pulpiti sono stati realizzati dallo stesso scultore (Nicodemus da Guardiagrele) su commissione dell'Abate Rainaldus, nel 1166 quello di Cugnoli e nel 1156 quello di Moscufo. La firma di Nicodemus è presente sul pulpito di Moscufo,ma non su quello di Cugnoli, probabilmente perchè è andata perduta la parte che riportava il nome dell'autore dell'opera. Bisogna ricordare che il pulpito di Cugnoli era in origine collocato nel Monastero di S. Pietro (distante circa 2 km da Cugnoli sito 26/7 sulla Carta Archeologica ) e solo successivamente è stato trasportato nella Chiesa di S. Stefano. Dal confronto tra i due amboni (vedi foto sotto) si nota chiaramente che quello di Cugnoli ha delle parti mancanti.
Chiesa di S. Stefano
Cugnoli (PE)

La facciata, nonostante i rifacimenti , è di aspetto tardomanierista. Il semplice portale è fiancheggiato da due colonne su alti piedistalli con una insolita, per la nostra regione, cerchiatura ad un terzo del fusto (ripresa, questa, di un motivo che ebbe una certa fortuna nell'architettura veneta del primo Rinascimento). Al disopra sta una trabeazione che risalta in corrispondenza dei capitelli e, a conclusione, un timpano triangolare spezzato. Più in alto una finestra quadrangolare, sostenuta da un cherubino scolpito e fiancheggiata da volute, è a sua volta coronata da un frontone, pure spezzato, per accogliere, come il sottostante, uno stemma. L'insieme, tutt'altro che unitario, rivela incertezze compositive e si potrebbe anche pensare ad esecutori distinti per il portale e per la finestra. Da osservare ancora, murato all'estrema sinistra della facciata, un piccolo bassorilievo raffigurante il bue alato simbolo di S. Marco con una frammentaria iscrizione. L'interno, un'unica navata dominata dal ricchissimo ambone romanico, è decorato da stucchi settecenteschi. Alle spalle della chiesa la torre campanaria presenta un basamento con muratura in pietrame nel quale si apre un portale decorato da intagli dal carattere popolaresco e datato 1464.

Chiesa di S. Maria del Lago
Moscufo (PE)

Dipendenza del monastero di San Clemente a Casauria, la chiesa è citata dalle fonti sin dall'anno 969, ma la sua attuale configurazione risale al rifacimento attuato verso la metà del XII secolo. L'impianto è a tre navate, suddivise da archi a tutto sesto su pilastri circolari in laterizio ad eccezione della coppia centrale di sostegni, con anima rettangolare e due semicolonne addossate per parte. Notevoli sono le decorazioni delle tre absidi semicircolari con il motivo romanico delle arcatelle su mensole e le cornici delle finestre absidali intagliate con motivi zoomorfi e vegetali. La chiesa conserva all'interno un pregevole ambone del 1156, opera del celebre Nicodemo, ricco di sculture ed ornati che conservano, in parte, l'originaria policromia. La classica facciata, posta nel restauro del 1733, a timpano triangolare su quattro paraste, è stata sostituita dall'attuale spoglia parete durante un più recente restauro.
L'appellativo che accompagna la dedicazione alla Vergine non si riferisce alla presenza di un lago, bensì alla parola locus, cioè "bosco", corrotta in lacum quando si perse il significato del termine originario.

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Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 ottobre 2005
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